Ho appena finito di vedere uno dei film più belli che abbia mai visto, ho ancora la faccia coperta di lacrime.
Il film è "Detachment" ovviamente con Adrien Brody. Parla di un supplente che va ad insegnare in una scuola di casi persi e nel mentre ospita in casa sua una giovane prostituta e si preoccupa ogni giorno di andare a trovare suo nonno in ospedale.
Ho iniziato a piangere a metà film e ho continuato fino alla fine. Appena sembrava fosse finita una scena triste ne iniziava subito un'altra e mi rimettevo a piangere.
Mi è piaciuto molto, parla delle difficoltà della vita che nessuno esprime mai, di come i professori fatichino ad insegnare a ragazzi senza ambizioni e menefreghisti e di come questi ragazzi soffrano perché nati in una generazione completamente ignorata e di come invece la società si aspetti che siano migliori senza però aiutarli. Insomma si incentra molto sulla vita di alunni e professori.Sinceramente da studente mi ha fatto riflettere. La vita non è facile per nessuno, neanche quando si cresce, anzi, diventa ancora più difficile. Da ragazzo pensi che gli adulti non ti capiscano, che lo fanno apposta a negarti le cose, a farti arrabbiare, che loro invece abbiano tutto sotto controllo e l'unico motivo per cui lo fanno e per darti fastidio. In realtà non è così, anche gli adulti, soprattutto gli adulti, passano momenti difficili e la cosa ancora più complicata del crescere è che appunto gli altri, i giovani, ti devono vedere forte. Sei quasi obbligato a reprimere le tue emozioni, non devi far vedere a tuo figlio che sei stanco, sei tu che devi aiutare lui per ogni suo capriccio. Sei tu l'adulto a cui nessuno chiede come stai, che si preoccupa per te. È questo che vuol dire crescere? È questo che ci aspetta? Non essere in grado di mostrare le proprie debolezze, i propri problemi?
Le persone si aspettano molto da noi ragazzi, ma questa società non capisce che se sono questi "adulti frustrati" ad insegnare ai ragazzi, allora anche essi crescendo diventeranno altri adulti frustrati, che per via della frustrazione insegneranno le stesse cose e nello stesso modo ai ragazzi che a loro volta diventeranno adulti frustrati. È un circolo vizioso. Non sto dicendo che i professori non posso avere una vita di merda o comunque delle giornate no, ma noi ragazzi non siamo svogliati senza un motivo, sembra strano ma abbiamo anche altro a pensare oltre alla scuola. Gli insegnanti dovrebbero farci appassionare allo studio e non lamentarsi con noi perché non lo siamo, è il loro stracazzo di lavoro. Non è semplicemente riempire i nostri cervelli con materiale inutile che subito dopo la verifica dimenticheremo, è farci appassionare alla materia e far sì che sia il ragazzo stesso a voler studiare per il gusto di imparare e non di prendere un buon voto a scuola se no non passa l'anno.
Tutto questo a quanto pare è irreale per il sistema scolastico, per fortuna questa cosa si è già detta e ridetta e sinceramente non mi lamento poi così tanto, ma il sistema scolastico di oggi, purché migliorato, ha ancora delle falle. E non lo dico da studente svogliata, lo dico da studente che non vuole diventare un "adulto frustrato".
Detto questo, il film è molto molto bello e dovrebbe essere di insegnamento sia per noi studenti, per capire la difficoltà dei professori nel far bilanciare vita lavorativa e privata senza sclerare, sia per i professori, perché anche il più sfaticato degli studenti non è un caso perso, serve solo il giusto modo per farlo interessare ed è il loro lavoro riuscire a trovarlo. Sicuramente il ragazzo non migliorerà se l'unica cosa che sono capaci di fare è metterlo sottopressione.
La vita è difficile, a qualsiasi età tu ti trovi, ma è anche troppo breve per non viverla.
E comunque Adrien è un figo



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